Consigli per prevenire l’Alzheimer e cali di memoria con una dieta appropriata.   Leave a comment

Urlo di Alzheimer

Urlo di Alzheimer


In occasione del secondo Summit sulle malattie non trasmissibili al paragrafo 18 della Dichiarazione politica adottata dalla 66^ Assemblea Generale dell’ONU, (New York il 19 e 20 settembre 2012), è stato enunciato quanto segue: “Viene riconosciuto che le malattie mentali e neurologiche, tra cui l’Alzheimer, sono un’importante causa di patologie e contribuiscono al pesante fardello mondiale delle malattie non trasmissibili, che richiedono un equo accesso a programmi efficaci e a interventi di assistenza sanitaria”.
Viene così individuato a livello mondiale il grande peso delle malattie neurologiche e si stabilisce di conseguenza l’importanza della prevenzione e degli interventi sanitari mirati come efficaci strumenti per il loro trattamento. Un importante risultato, in quanto la malattia di Alzheimer e le altre demenze al pari degli altri 4 grandi settori patologici già riconosciuti (diabete, cancro, malattie respiratorie e cardiovascolari) sono state poste all’attenzione della ricerca e della programmazione politico/sanitaria a livello mondiale.
Le demenze, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, esploderanno in questo secolo a causa dell’allungarsi della vita media dell’uomo. Attualmente il rischio è di 1 a 8 per gli over 65 e di 1 a 2,5 per gli over 85. ”I nostri attuali sistemi sanitari – denuncia Marc Wortmann, direttore esecutivo di Alzheimer’s Disease International – non possono far fronte a tutto ciò. Questo imminente disastro economico e del debito pubblico rappresenta una sfida sociale e sanitaria di prim’ordine”
Sempre secondo statistiche ONU in Italia ci sono più di un milione di persone sofferenti di demenza ed in particolare del morbo di Alzheimer una vera e propria emergenza sociale che oltre a danneggiare i diretti interessati, mette in ambascie e notevoli difficoltà anche le loro famiglie.
L’Alzheimer è la causa più comune della demenza precoce e progressiva che può iniziare dopo i 50 anni e verso i 70 provoca degenerazione cerebrale progressiva.
I sintomi sono all’inizio sfumati e lievi iniziando con una perdita della memoria a breve termine, ma col tempo si perdono i riferimenti usuali sia temporali che spaziali con gesti ed espressioni ripetitivi fino all’ossessione: aumentano la confusione mentale, la capacità di essere presenti alle situazioni contingenti ed anche l’irascibilità a volte; la capacità ed il coordinamento motorio diminuiscono e non si riescono nemmeno a svolgere gli usuali compiti quotidiani.
Qui non entreremo nel dettaglio di questa brutta malattia neurologica “moderna”, ne sulla sua cura, anche perché al momento non sembra esistere alcuna effettiva cura capace di guarirla, ci limitiamo ad esaminarne alcune possibili cause ed a consigliare qualche metodo preventivo che sembra abbia avuto effetto nel limitarne la diffusione.
Fattori di rischio della malattia sono l’infiammazione cronica e la sindrome metabolica favorite da dieta ricca di grassi e alimenti raffinati, povera di antiossidanti e micronutrienti: le alte fluttuazioni glicemiche tengono occupato e impegnato l’enzima che fisiologicamente controlla il cosiddetto peptide beta amiloide (una proteina di membrana) che quindi si addensa formando placche tra i neuroni (le cellule nervose) e questo provoca col tempo l’atrofizzazione e quindi il malfunzionamento di queste cellule.
Una prevenzione naturale, non chimico/farmacologica si può consigliare in generale a tutti ed in particolare a soggetti i quali già possono riscontare in se stessi qualche lieve declino cognitivo e/o di memoria, per esempio avendo difficoltà a memorizzare con difficoltà fatti recenti.
Per esempio per il cervello va bene un tipo di cucina fusion mescolando cucina mediterranea, quella frugale autentica basata su alimenti freschi, stagionali e di qualità con pochi o nulli grassi di origine animale, con la tradizione macrobiotico/vegetariana: cereali integrali in chicco, legumi, pesce, semi di lino (omega 3), olio extra vergine d’oliva, verdura e frutta di stagione (magari di origine bio).
Il riso integrale a chicco lungo è un ottimo antinfiammatorio.
Secondo alcuni studi (Morris M. C., Evans D.A. e altri: “Associations of vegetable and fruit consumption with age related cognitive change” Neurology, http://www.neurology.org/content/67/8/1370.abstract ; James A. Joseph, Barbara Shukitt-Hale e Lauren M. Willis “Grape juice, berries, and walnuts affect brain aging and behaviour” su http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19640963 oppure su The journal of nutrition 29 Luglio 2009) bastano 3 piatti di vegetali al giorno per ridurre del 40% il rischio di Alzheimer nei successivi 6 anni: ottimo nutrimento sono le insalate e le verdure crude, spinaci, mandorle e semi di girasole grazie alla vitamina E; anche l’acido folico, vitamina del gruppo B che viene attivata dalla vitamina C (in spinaci e lievito) che è importante per il turn over cellulare; grande aiuto dal cromo presente nei cereali integrali e dal magnesio (banane e verdure a foglia).
Curcuma e pepe nero per effetto antinfiammatorio, ma anche frutti di bosco, limone (intero anche con la sua buccia), ciliegie, ribes nero, tè verde, rosa canina che son tutti ricchi di flavonoidi e antociani ottimi antinfiammatori e antiossidanti; poi uva (specie l’uva fragola o isabella che non è l’Europea vitis vinifera, bensì la vitis lambrusca di origine Americana), agrumi, e cacao; importanti anche i cibi ricchi di lecitina, sostanza che contiene colina: semi di soia, tuorlo d’uovo, semi oleosi.
La colina è un componente essenziale dell’acetilcolina, neurotrasmettitore che nei malati di Alzheimer diminuisce sempre più impedendo la trasmissione dei segnali nervosi ai muscoli per equilibrarne e modularne l’effetto adrenergico; la colina riduce la pressione sanguigna e rallenta battiti cardiaci e la sua carenza provoca miastenia: il suo fabbisogno giornaliero è di 1 grammo.
Un buon integratore alimentare a base di Ginko biloba sembra possedere effetti postivi sulla memoria e sull’apprendimento perchè migliora la circolazione del sangue nel cervello ed è particolarmente ricco di antiossidanti che inattivano i radicali liberi (quindi proprietà antiinvecchiamento); in più previene l’aterosclerosi ed il danno ischemico possedendo proprietà antinfiammatorie e neuroprotettive.
Da evitare il sale perché l’ipertensione aggrava rischio Alzheimer.
Alcune ricerche cliniche sembrano dimostrare la correlazione positiva tra l’assunzione di alluminio e lo sviluppo di gravi malattie neurodegenerative, quali appunto l’Alzheimer, il Parkinson, la SLA, la sclerosi multipla e la demenza; anche se nell’ambito della comunità scientifica esistono numerose controversie in merito al fatto che nel cervello dei malati di Alzheimer furono rintracciate quantità di alluminio da alcuni ricercatori, a titolo precauzionale sarebbero da evitare le principali cause di assunzione di alluminio che sono l’uso indiscriminato di farmaci antiacidi (come il maalox) e antidiarroici a base di idrossido di alluminio, pentole di alluminio nudo (in particolare se vi si lasciano cibi acidi come il pomodoro dopo la cottura o cibi salati), caffettiere in alluminio, cibi e bevande contenuti in barattoli, lattine, fogli e buste che possono essere lentamente corrosi, favorendo la dissoluzione di alluminio negli alimenti a loro contatto.
Anche il sottoporsi a vaccini (nei quali è spesso presente l’alluminio come eccipiente e conservante) sarebbe da evitare.
In senso positivo e preventivo anche una buona circolazione sanguigna aiuta attraverso l’esercizio fisico costante ad apportare miglioramenti e benefici al cervello sia a livello cognitivo che strutturale non compromettendo le capacità motorie.
Importante poi mostrarsi sempre positivi e ottimisti verso la vita con una buona dose di entusiasmo, lasciando libero sfogo alla creatività e mantenere sempre attivo il cervello con interessi culturali diversi; anche la musicoterapica rasserena e attiva le emozioni: quindi, concludendo, adottare stili di vita adeguati e consoni a se stessi con coscienza e lungimiranza.

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