Per un approccio più completo al mondo dell’Arte   Leave a comment

Un libro illuminante che consiglio di leggere preventivamente sia a chi vuol scoprire e percepire meglio le espressioni artistiche del luogo in cui vive, sia a chi viaggia per turismo ed è desideroso di conoscere più da vicino la cultura, le tradizioni e l’humus intellettuale dei posti che visita vedendo monumenti e visitando musei oltre a godere di una vacanza rilassante e rigenerante: un libro che è una chiave e un vero scenario interdisciplinare e multidisciplinare stimolante da cui prendere qualche spunto anche per riflettere su di noi, sulla nostre radici comuni e su come ci evolviamo nel senso più organico possibile .

copertina libro

In questo libro, che è un vero e proprio libro di Storia (di cui questo è solo il primo volume), l’autore Arnold Hauser parte dall’analisi delle prime produzioni artistiche dell’uomo preistorico sino ad arrivare alle manifestazioni artistiche del Medio Evo, il tutto corredato con fotografie di alcune opere compiute in quel grande lasso di tempo come esempio didascalico di quanto egli vuole esprimere e concettualizzare. Quindi dall’arte arcaica paleolitica, poi neolitica fino all’artista stregone/sacerdote e poi all’Arte antica delle prime Civiltà Orientali (Sumeri, Babilonesi, Assiri e Altri) all’arte Egiziana nei vari periodi e poi all’epoca della civiltà Cretese/MIcenea e quindi dei classici Greci cui segue  l’arte Romano/Ellenistica per arrivare all’arte Paleocristiana e poi all’arte nel periodo feudale/cavalleresco e quindi arte romanica e gotica sino all’iniziale sdoganamento dell’artista e della produzione artistica, prima forma di professionalità dell’artista.

Non vengono considerate solo le arti fìgurative e la scultura, ma anche la poesia, il teatro, la letteratura sino ad arrivare alla comparazione con la moderna arte cinematografica: il valore di quest’opera è l’aver raccordato le evoluzioni dell’arte figurativa a letteratura, teatro, cinema, ma anche a fattori politici o ideali, economici o religiosi.

L’Hauser illustra una teoria dell’arte e della storia dell’arte in cui i fenomeni artistici sono analizzati e contestualizzati nel periodo storico in cui vennero alla luce e in stretta relazione con le dinamiche sociali di quel determinato periodo storico.

Ogni oggetto artistico viene considerato e valutato non più come “monumento”, ma come “documento”, e come tale fermamente legato al periodo storico in cui è stato prodotto. Seguendo i dettami della Scuola di Vienna dell’Arte, da cui l’autore prende spunto, viene privilegiato il contatto diretto con l’oggetto artistico, in maniera tale che oltre alla valutazione estetica, si possa anche eseguire una stima della tecnica, dei caratteri stilistici, iconografici e altro, attingendo a documenti storici, linguistici e letterari. Viene  espressa la parità tra arti minori e arti maggiori e il superamento dei concetti di “progresso” e di “decadenza”, per cui tutte le epoche hanno pari dignità.

Le rappresentazioni artistiche prese in esame vengono investigate, messe a confronto e in relazione in maniera diretta e approfondita, con la collaborazione delle fonti storiche, letterarie, archivistiche e con l’ausilio e i punti di vista di altre discipline come psicologia, filologia e sociologia.

L’arte non viene considerata come una forma autonoma a se stante, ma è influenzata da fattori materiali che sono congiunti tra loro; ogni organizzazione sociale, ogni civiltà, ha un suo proprio caratteristico stile; ad esempio, una società aristocratica predilige uno stile rigido, tradizionalista, “geometrico”, predilige usualmente la frontalità; mentre una società più democratica preferisce elementi che siano più naturalistici possibili, un’arte più vicina alla comunità, e, attenzione, con questo non vuol dire più strettamente vicina al popolo, popolare e popolaresca.

Nell’evoluzione delle forme d’arte si inizia a distinguere tra arte sacra e arte profana, fra arte principale svolta da uomini (maghi e sacerdoti nel periodo animistico) e arte decorativa più geometrica appannaggio e prerogativa maggiore delle donne.

Si indagano quali sono gli scopi dell’arte e quindi dell’artista sin dalle sue prime rappresentazioni, e l’autore sostiene che senz’altro originariamente i primi artefici si ispirarono alla Natura anche se col tempo emerse anche un’arte più stilizzatrice e più lontana dal natura, più geometrica, e questi 2 poli stilistici si son alternati e accavallati nei secoli.

Concludo qui di seguito con un interessante e significativo brano tratto dal libro che evidenzia il modo di procedere dell’autore a trecentosessanta gradi: “Il passaggio dall’attività pratica all’attività ideale, dalla forma condizionata alla forma astratta, nella scienza come nell’arte e nella morale, è opera dello spirito greco; come prima non c’è scienza pura, indagine teoretica, conoscenza razionale, così non c’è arte nel senso nostro, cioè nel senso che premette di raccogliere e godere le creazioni artistiche come pura forma. Ma questo passaggio dalla concezioneper cui l’arte non è che un’arma nella lotta per la vita – e solo come tale ha senso e valore – alla concezione per cui essa è indipendente da ogni scopo pratico, da ogni utilità, da ogni interesse eteronomo, come puro gioco di linee di colori, puro ritmo e armonia, pura imitazione e variazione della realtà, segna forse la più profonda trasformazione che si sia mai prodotta nella storia dell’arte. Nei secoli VII e VI a. C., e cioè nello stesso tempo in cui scoprono la scienza come ricerca pura, i Greci della Jonia creano anche le prime opere di un’arte pura, disinterassata, il primo accenno dell'”art pour l’art”.

 

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