Il test per Covid19 è veramente valido per individuare la malattia? Considerazioni di alcuni scienziati.   2 comments

Sembra ci sia poca certezza su come determinare/individuare/scoprire identificare con precisione  l’infezione da corona virus con il test universalmente usato (ovvero la PCR) e più che altro chi è veramente ammalato per questo o per altre cause.

Prendendo spunto da un articolo della giornalista Celia Farber (Clicca qui per scaricare l’articolo ) che ha ricevuto un premio internazionale per giornalismo investigativo (Semmelweis International Society Clean Hands Award For Investigative Journalism) e che è internazionalmente riconosciuta per essere contro ogni forma di tirannia anche di tipo mediatico, voglio qui porre la traduzione di alcuni interessanti ritagli e passaggi di sue interviste ad alcuni scienziati riconosciuti a livello internazionale, tra cui due premi Nobel, che si stanno occupando di Corona virus e delle possibilità di diagnosticarlo e di tutto ciò che comporta.

Ritengo queste voci importanti  e delucidative per comprendere meglio alcuni aspetti  su quello che sta accadendo tutt’intorno a noi riguardo questa epidemia e come “scientificamente” è, o dovrebbe essere, affrontata.

Intanto iniziamo a dire che la tecnica attuale universalmente utilizzata per diagnosticare con tamponi nasali e orofaringei  se una persona è infetta da corona virus si chiama PCR (Polymerase Chain Reaction) ovvero reazione a catena della polimerasi  ed è stata messa a punto e “inventata” da Kary Banks Mullis  biochimico statunitense, vincitore del Premio Nobel per la chimica nel 1993 proprio per lo sviluppo della PCR.

Il London Observer riguardo l’invenzione del PCR da parte di Mullin: “Era dai tempi dell’invenzione del vapore trasformato in energia da James Watt nel 1765, invenzione che fece iniziare la rivoluzione industriale, che una scoperta unica e importante come la PCR  è stata così ben registrata come chiave versatile, passe-partout per cercare la soluzione a tante problematiche

Cos’è la PCR: in poche parole, è un metodo di ciclo termico usato per far crescere fino a miliardi di copie uno specifico campione di DNA, rendendolo abbastanza grande da poterlo studiare. La PCR è una tecnica indispensabile con una vasta gamma di applicazioni, compresa la ricerca biomedica e la criminale forense, e dalla scienza attuale anche per la diagnostica microbiologica in medicina di tumori e di altre malattie infettive.

Tale tecnica è anche utilizzata da tempo per sapere se una persona è effettivamente infettata dall’HIV ovvero il virus dell’AIDS. Originariamente e anche tuttora per diagnosticare un possibile contagio da HIV vengono utilizzati dei test anticorpali chiamati ELISA e Western Blot, poi  è arrivato il test PCR utilizzato per misurare la “carica virale” e la presenza del materiale genetico del virus HIV: secondo lo scopritore della PCR Mullis, la PCR non doveva essere utilizzato specificamente per la diagnosi dell’HIV!

virus_influenzae

immagine di cellula aggredita dal virus dell’influenza

C’è anche da dire come afferma il co-scopritore dell’HIV e premio Nobel Luc Montagnier che in ogni caso, questi test non sono stati costruiti su un “gold standard” che significa purificazione di un virus reale. Purificazione significa che l’agente patogeno è stato separato da tutto il resto. Luc Montagnier ha detto al  famoso giornalista Djamel Tahi in un’intervista: “Ripeto, non abbiamo purificato” vedi link all’intervista a Montagnier: http://www.theperthgroup.com/CONTINUUM/djamelmontagnier.html  .

Anche altri scienziati affermano che il virus del corona, a pari del virus dell’aids, non è ancora mai stato purificato; in particolare David Crowe, ricercatore canadese, laureato in biologia e matematica, conduttore del podcast di “The Infectious Myth” e presidente del think tank “Rethinking AIDS” :  “Se potessi purificare il virus, allora potresti prendere un centinaio di persone che si sono dimostrate positive e potresti cercare il virus in esse. E se hai trovato il virus in 50 su cento e non negli altri 50, potresti dire che il test è accurato solo il 50% delle volte. Ma non abbiamo modo di farlo perché non abbiamo ancora purificato il virus. E non credo che lo faremo mai

Ma cosa ha a che fare l’HIV con il Covid-19 detto anche Corona virus detto anche SARS-CoV-2 (acronimo di Severe Acute Respiratory Syndrome – Coronavirus – 2)?

La PCR giocò un ruolo centrale nella guerra all’HIV, una guerra di cui non si conosce molto, che durò 22 anni, tra scienziati Globalisti post-modern HIV  e gli scienziati classici: questi ultimi persero (momentaneamente dico io) la guerra. L’implacabile aggressività dei globalisti finalmente tacitò l’opposizione,  e sembrò che nessuno potesse mai conoscere chi fossero questi scienziati, o perché essi combattessero questa battaglia con così tanta passione e abnegazione.

E la PCR, sebbene il suo inventore (Mullis) morì l’anno scorso nell’agosto del 2019, e non possa essere qui per risponderne ed affrontare la situazione al riguardo, gioca un ruolo centrale nel “terrorismo” diffuso sugli effetti devastanti causati dal contagio del Corona Virus!

Qui una parte/outtake da un articolo pubblicato in SPIN, nel 1994, su Kary Mullis, PCR, HIV e…Tony Fauci (immunologo USA chiamato dal Presidente Trump a fronteggiare la pandemia da Corona virus): “la PCR ha anche avuto un grosso impatto nel campo dell’AIDS, o piuttosto nella ricerca sull’HIV. PCR può, fra l’altro, scoprire l’HIV in persone che risultano negative al test anticorpale dell’HIV.”

Mullis come il suo amico e collega scienziato e virologo dr. Peter Duesberg, non crede che l’aids sia causato specificamente dal  retrovirus HIV. Duesberg è da molto tempo membro del “Gruppo per la Rivalutazione delle ipotesi che causano HIV-AIDS” e più di 500 scienziati stanno spingendo per un riesame di questa situazione.

Uno dei più forti argomenti di Duesberg nel dibattito è stato che il virus HIV è sporadicamente e difficilmente individuabile nella gente che soffre di AIDS! Per Duesberg a malapena questo retrovirus è in grado di infettare le cellule. Ha infettato così poche cellule che Duesberg ha paragonato il modello patogeno HIV al pensiero di poter conquistare la Cina uccidendo tre soldati al giorno! Ironicamente quando la PCR fu applicata per la ricerca del virus HIV nel sangue attorno al 1989, i ricercatori sostennero di aver posto fine a questo problema e quindi all’asserzione di Duesberg. Utilizzando la nuova tecnologia, essi furono improvvisamente capaci di vedere particelle virali in quantità tanto maggiori di numero rispetto a quanto potessero vedere prima. Articoli scientifici si pubblicarono allora subito in gran quantità affermando che l’HIV fosse centinaia di volte  più rilevabile rispetto a quanto creduto precedentemente attraverso diagnosi precedenti. Ma Mullis stesso rimase indifferente: “la PCR rende più facile vedere se certe persone sono infettate dall’HIV, e che qualcuno di questi mostri qualche sintomo dell’AIDS, ma ciò non risponde alla domanda “Può l’HIV essere la vera e unica causa dell’AIDS?” Mullis affermò che i meccanismi dell’hiv che causano la malattia sono semplicemente troppo misteriosi per essere compresi: “Il mistero di questo dannato virus è stato generato da 2 miliardi di dollari l’anno spesi per la ricerca su questo…!” Qui l’intervista completa a Kary Mullis: http://aidswiki.net/index.php?title=Document:Farber_interviews_Mullis

Hiv retrovirus su cellula

immagine di cellula aggredita dal retrovirus HIV

Ebbene alla domanda più attuale che cosa significa quando noi diciamo che qualcuno è risultato positivo al Corona Virus, la risposta di questo scienziato fu come cercare di conoscere un fungo estremamente raro che cresca a circa 70 metri sulla sommità di una sequoia nella foresta  dimenticata!

Ancora il Dott. Mullis scrisse il 7 maggio2013: “PCR individua un piccolissimo segmento di acidi nucleici che è solo parte del virus stesso. Lo specifico frammento individuato è determinato da qualche scelta arbitraria del DNA di base utilizzato che diventa solo la parte terminale del frammento amplificato.”

Alcuni siti Web offrono questa definizione decisamente poco chiara: “Il novello coronavirus, o COVID-19, si è diffuso in tutto il mondo, con conseguente aumento del numero di individui infetti dalla fine del 2019 e accrescimento della mortalità dall’inizio del 2020. Finora gli esperti hanno visto che, mentre ci sono casi gravi, l’infezione è generalmente lieve con sintomi non specifici: non ci sono caratteristiche cliniche distintive dell’infezione COVID-19″.

Qual è la relazione tra la diffusione del test e la diffusione di questo nuovo virus? Come facciamo a sapere quello che stiamo realmente vivendo, in confronto a quello che stiamo supponendo sia?  Uno studio in Austria dimostra che l’incremento dei test è correlato con l’incremento dei casi. In una discussione tra un gruppo di scienziati, accademici, ricercatori, cattedratici e medici, il Medico e Ricercatore Austriaco Christian Fiala afferma che se si vuole aumentare il numero degli infetti è necessario anche incrementare il numero dei test PCR, il che è fisicamente impossibile!

Un altro aspetto: durante le prime settimane la maggior parte dei test sono stati effettuati su persone malate. Pertanto, la percentuale di test positivi era relativamente alta. Ma non ci sono così tanti malati e con il lancio generale dei test, la stragrande maggioranza di quelli testati sarà sana. Di conseguenza, la percentuale di test positivi sarà bassa e la maggior parte sarà falsa positiva (ovvero tali persone sono sane!). In altre parole è impossibile continuare a incrementare risultati di test positivi”

Se le indicazioni fossero giuste, l’infezione sarebbe ben lungi dall’essere verificate da un test positivo con il PCR.

“Tu devi avere una quantità enorme di qualche organismo per causare sintomi. Un enorme numero di esso,” disse il Dr. David Rasnick, Biochimico di fama internazionale, sviluppatore di proteasi e fondatore di un ex laboratorio di Microscopia Elettronica chiamato Viral Forensics  “Tu non inizi con il test, inizi con l’ascoltare i polmoni. Sono scettico che un test PCR sia sempre vero. È un ottimo strumento di ricerca scientifica. È uno strumento però orribile per la medicina clinica. Il 30% delle cellule infette è stato ucciso prima di mostrare i sintomi. Quando mostri i sintomi vuol dire che le cellule morte stanno generando i sintomi”

Ancora David Rasnick: “Sono come impronte digitali. Con la PCR stai osservando solo un piccolo numero di nucleotidi. Stai osservando un piccolo segmento di gene, come un’impronta digitale. Quando si hanno normali impronte digitali umane, devono avere punti di conferma. Ci sono parti comuni a quasi tutte le impronte digitali, e sono quelle parti generiche di un virus Corona che vengono rilevate dal test PCR. Possono avere anelli parziali ma se hai preso solo alcuni piccoli campioni di impronte digitali, otterrai molti segmenti di RNA che non siamo sicuri che abbiano a che fare con il virus corona. Verranno comunque visualizzati in PCR. Puoi scendere ai livelli in cui è biologicamente irrilevante e poi amplificarlo di un trilione di volte. La PCR per la diagnosi è un grosso problema; quando devi amplificarlo in questi enormi numeri, genererà enormi quantità di falsi positivi. Ancora una volta, sono scettico sul fatto che un test PCR sia sempre vero.”

E’ stato chiesto al Dr. Rasnick che consiglio darebbe per le persone che vogliano essere testate per COVID-19: “Non farlo, dico, quando la gente me lo chiede”, risponde. “Nessuna persona sana dovrebbe essere testata. Non significa nulla ma può distruggere la tua vita, renderti assolutamente infelice.”

Sempre Rasnick: “Le persone che hanno tolto tutte le tue libertà nelle ultime settimane, sono ingegneri sociali, politici, leader di pensiero globalisti, banchieri, fanatici dell’OMS e simili. Il loro esercito è composto da “media mainstream”, che ora è letteralmente una macchina di propaganda perfetta 24 ore su 24 per il Reich Pandemico guidato da Bill Gates.”

Ma senza addentrarci troppo in questa guerra tra scienziati e guerra politica, per non essere assimilati ai cosiddetti complottisti, metto nero su bianco ancora altri passi significativi e tecnici dell’intervista fatta allo scienziato e ricercatore David Crowe di cui sopra che ha studiato molto la questione sia PCR che Corona virus; egli afferma: “La prima cosa da sapere sul PCR è che il test non è binario. In effetti, non credo che ci siano test per le malattie infettive che siano positivi o negativi.”

 “La PCR è davvero una tecnica di produzione “, ha spiegato Crowe. “Inizi con una molecola, con una piccola quantità di DNA di questa molecola e su ogni ciclo termico la quantità raddoppia e se raddoppi 30 volte, ottieni esponenzialmente un miliardo di volte più materiale di quello che hai iniziato. Quindi, come tecnica di produzione, è eccezionale. Quello che fanno è che attaccano una molecola fluorescente all’RNA mentre la producono: brilla una luce a una determinata lunghezza d’onda e ottieni una risposta ovvero ricevi la luce rispedita a una lunghezza d’onda diversa. Quindi, misurano la quantità di luce che ritorna e questo è il loro surrogato per quanto DNA c’è. Sto usando la parola DNA. C’è un passaggio nel test RT-PCR dove converti l’RNA in DNA. Quindi, il test PCR in realtà non utilizza l’RNA virale. Sta usando il DNA, ma è come utilizzare l’RNA complementare (per ogni nucleotide esiste un solo nucleotide complementare) e questo può essere fonte di confusione. Fondamentalmente, c’è un certo numero di cicli. Quello che fanno è prendere una sorta di continuum e dicono arbitrariamente che questo punto è la differenza tra positivo e negativo”

Sempre Crowe: “In un articolo ho trovato 37 cicli. Se non hai avuto abbastanza fluorescenza da 37 cicli, sei considerato negativo. In un altro articolo, il taglio era di 36. Trentasette a 40 erano considerati “indeterminati”. E se sei arrivato in quell’intervallo, hai fatto più test. Ho visto solo due articoli che descrivevano quale fosse il limite. Quindi, è del tutto possibile che diversi ospedali, diversi Stati, Canada contro Stati Uniti, Italia contro Francia stiano tutti utilizzando diversi standard di sensibilità al taglio del test Covid. Quindi, se tagli a 20, tutti sarebbero negativi. Se tagli un 50, potresti avere tutti positivi”

Un altro inciso della giornalista Celia Farber: “Proprio come nella battaglia contro l’HIV, alle persone non è mai stato detto che il “test dell’HIV” aveva standard diversi nei diversi paesi e all’interno dei paesi, da un laboratorio all’altro. La barra più alta (il maggior numero di proteine ​​dell’HIV) era in Australia: cinque. Il più basso era l’Africa: 2. Negli Stati Uniti è generalmente 3-4. Scherzavamo sul fatto che potevi liberarti di una “diagnosi di HIV” volando dagli Stati Uniti o dall’Australia, in Africa. Ma per molti anni, “AIDS” in Africa è stato diagnosticato senza alcun test di sorta. Solo un breve elenco di sintomi tracciati esattamente con i sintomi della maggior parte delle malattie tropicali, come febbre, tosse e mancanza di respiro.”

“E, naturalmente, tutto ciò che serve per essere considerato infetto è un test positivo. Potrebbero metterti alla prova 20 volte e se si ottiene una volta positivo, allora sei infetto. Quindi, un test positivo è significativo. Un test negativo…. non così tanto….”

Crowe ancora: “Penso che se un paese dicesse: “Sai, dobbiamo porre fine a questa epidemia”, potrebbero tranquillamente inviare un memo dicendo: “Non dovremmo avere il limite a 37. Se lo mettessimo a 32, il numero di i test positivi calano drasticamente. Se non è ancora abbastanza, beh, sai, 30 o 28 o qualcosa del genere. Quindi, puoi controllare la sensibilità del test.”

In poche parole, se le cose fossero fatte bene, in maniera appropriata, l’infezione sarebbe una cosa ben lontana e ben diversa da un test positivo PCR!

La tecnologia PCR nella “diagnosi di malattie infettive” è come trovare un ago del pagliaio il che può essere estremamente fuorviante. Il primo conflitto tra questa tecnologia rivoluzionaria e la vita umana avvenne sul campo di battaglia dell’AIDS, e lo stesso Mullis arrivò in prima linea discutendo contro la PCR come strumento diagnostico.

L’HIV non è mai stato “separato da tutto il resto”. Era ed è un manufatto di laboratorio, un insieme di antigeni torturati in laboratorio attorno ai quali è stato costruito un “test”, un test che ha distrutto innumerevoli milioni di vite, perché la gente guardava la TV e credeva in ciò che gli veniva detto. Non hanno avuto la possibilità di ascoltare ciò che Kary Mullis o dozzine di altri veri scienziati hanno detto sul presunto mortale retrovirus, l’HIV.

Ancora Crowe riguardo la scoperta di Mullis: “Kary non ha inventato un test. Ha inventato una tecnica di produzione molto potente che viene abusata. Quali sono le migliori applicazioni per PCR? Diagnostica non medica. Lo sapeva e lo diceva sempre. “

In conclusione ecco quanto afferma David Crowe riguardo la bontà del test PCR per il Corona virus: ” Il test PCR per Corona è buono come come quel test di Scientology che rileva la tua personalità e poi ti dice che devi dare tutti i tuoi soldi a Scientology. “

Concludo qui quanto raccolto nell’articolo di Celia Farber, senza soffermarmi su quanto detto e scritto sulla simulazione di una pandemia mondiale da Corona Virus effettuata sei settimane prima che la prima notizia uscisse da Wuhan, simulazione sponsorizzata ed effettuata a cura della fondazione Bill e Melinda Gates,dall Johns Hopkins Center For Health Security e dal World Economic Forum. Per inciso, tutte le statistiche, le proiezioni e la modellazione che vedi nei media stanno venendo fuori da Johns Hopkins.

Per ultimo includo qui la traduzione di una parte per me significativa di quanto scritto nel sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a cui si fa riferimento per il test PCR (vedi link seguente: https://www.who.int/docs/default-source/coronaviruse/whoinhouseassays.pdf?sfvrsn=de3a76aa_2 ): I risultati negativi non precludono l’infezione 2019-nCoV e non devono essere utilizzati come unica base per il trattamento o altre decisioni di gestione del paziente. Non sono stati determinati i tipi e i tempi ottimali dei campioni per i livelli virali di picco durante le infezioni causate da 2019-nCoV. Potrebbe essere necessario raccogliere più campioni (tipi e punti temporali) dallo stesso paziente per rilevare il virus • Un risultato falso negativo può verificarsi se un campione viene raccolto, trasportato o manipolato in modo improprio. Risultati falsi negativi possono anche verificarsi se nel campione sono presenti inibitori dell’amplificazione o se nel campione è presente un numero inadeguato di organismi. • I valori predittivi positivi e negativi dipendono fortemente dalla prevalenza. I risultati dei test falsi negativi sono più probabili quando la prevalenza della malattia è elevata. I risultati dei test falsi positivi sono più probabili quando la prevalenza è da moderata a bassa. • Non utilizzare alcun reagente oltre la data di scadenza • Se il virus muta nella regione target di rRT-PCR, 2019-nCoV potrebbe non essere rilevato o potrebbe essere rilevato in modo meno prevedibile. Gli inibitori o altri tipi di interferenza possono produrre un risultato falso negativo. Non è stato eseguito uno studio sulle interferenze che ha valutato l’effetto dei comuni farmaci per il raffreddore • Le prestazioni del test possono essere influenzate perché l’epidemiologia e lo spettro clinico dell’infezione causata da 2019-nCoV non sono completamente noti. Ad esempio, medici e laboratori potrebbero non conoscere i tipi ottimali di campioni da raccogliere e, nel corso dell’infezione, quando è più probabile che questi campioni contengano livelli di RNA virale che possono essere facilmente rilevati. • Il rilevamento dell’RNA virale potrebbe non indicare la presenza di virus infettivo o che 2019-nCoV è l’agente causale per i sintomi clinici.

A corollario di quanto qui scritto includo altri tre links:

1)  https://www.finddx.org/covid-19/pipeline/?avance=all&type=all&status=all&section=show-all#diag_tab dove trovare tutti i laboratori e le industrie farmaceutiche mondiali che si occupano della ricerca e diagnosi del corona virus;

2)  https://ilbolive.unipd.it/it/news/tamponi-test-sierologici-diagnosi-anticorpi dove farsi un’idea chiara di quanto utilizzato in Italia per i test diagnostici utilizzati e dove trovare i loro laboratori e industrie farmaceutiche di produzione (quasi tutti originariamente non Italiani);

3) https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/pdf/rapporto-covid-19-11-2020.pdf le raccomandazioni dell’Istituto Superiore della Sanità riguardo il covid-19.

Concludo finalmente dicendo come anche affermato dai vari scienziati qui nominati che noi esseri umani abbiamo un eccellente, superlativo sistema immunitario che riconosce e respinge infezioni e attacchi in massa che ci provengono in ogni minuto secondo dall’ambiente, un sistema immunitario costruito in migliaia di anni che ha affrontato guerre epidemiche gigantesche con batteri e virus, un sistema che detiene memorie di antigeni a livello universale, un sistema che agisce a vari livelli che possiamo distinguere in immunità naturale ed immunità specifica, un sistema che fa funzionare una super-autostrada di informazioni genetiche adattive a sostegno della vita, su ponti cellulari, emettendo telegrammi di codice evolutivo vitale, calunniati come “virus” o “retrovirus”! Insomma non dovremmo tanto preoccuparci! Prevenzione è una delle parole magiche.

E poi, Duesberg: “Gli esseri umani sono pieni di retrovirus, non sappiamo se sono centinaia o migliaia o centinaia di migliaia. Abbiamo iniziato a cercarli solo di recente. Ma non hanno mai ucciso nessuno prima. Le persone sono sempre sopravvissute ai retrovirus.”

2 risposte a “Il test per Covid19 è veramente valido per individuare la malattia? Considerazioni di alcuni scienziati.

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  1. Un post pieno di palesi copia-incolla senza comprensione delle cose lette, senza fonti, con evidenti affermazioni errate.
    Studiare cos’è e come funziona si può, la PCR si fa alle superiori, i libri ci sono. Poi su quelli si può cominciare a interrogarsi e proporre dubbi. Ma basta un libro delle superiori per capire che le cose scritte qui sono ridicole.
    Non è Burionismo – lungi da me: le spiegazioni bisogna darle, a tutti, senza sentimenti di superiorità. È semplice ignoranza, che si può colmare, non è sinonimo di alcuna inferiorità.

    Però pubblicare cose sbagliate essendo ignoranti è sbagliato.

    • Mi dispiace contraddirti, ma qui non c’è alcun copia/incolla, ma, come scritto nel post, che tu non hai saputo nemmeno leggere e soprattutto comprendere dall’alto della tua supponente superiorità, si tratta di traduzioni dall’inglese all’italiano di interviste fatte a riconosciuti scienziati di livello internazionale, tra cui due premi Nobel. Se fosse un copia/incolla sarebbe quindi in lingua inglese, non ti pare? Quindi se vuoi contestare questi eminenti scienziati ti chiedo di rivolgerti direttamente a loro entrando nei vari siti che ho opportunamente linkato e da cui ho tratto le mie fonti in lingua inglese. Abbiamo tutti studiato sia nei licei che all’Università per cui le cose che dici le puoi trovare benissimo anche nei vari testi: l’ignoranza nella lettura però è una brutta bestia per cui ti consiglio di provvedere!

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