Archivio per la categoria ‘nutrirsi

Suggerimenti dietetici estivi   Leave a comment

Descrizione e preparazione del piatto evidenziato nella foto:

  1. insalata di pomodori bio conditi con poco sale, olio extra vergine d’oliva spremuto a freddo e aneto;
  2. aringhe affumicate (lasciate prima a “marinare” nel latte per togliere la salatura in eccesso) condite con cipollotti freschi (marinati in aceto balsamico) e aneto fresco;
  3. patate bio cotte al vapore e poi passate al burro e olio extra vergine d’oliva e condite con aglio, tamari e prezzemolo.

Questo è un piatto completo in cui si amalgano bene carboidtati, lipidi e proteine con sali minerali (magnesio, calcio, potassio, fosforo, iodio e ferro), polifenoli, omega 3 (nell’aringa) e omega 6 (nell’olio extra vergine d’oliva) e vitamine A, complesso B, C, D (nell’aringa) e E. L’aggiunta di aneto e di prezzemolo freschi comportano anche un’ottima digeribilità del piatto ove le importanti essenze aromatiche benefiche di aglio e cipolla freschi non fossero eventualmente tollerate

 

Cibo estivo

Suggerimento per cena estiva   Leave a comment

Foto esemplificativa di una gustosa, rinfrescante, mediterranea, vegetariana e genuina cena estiva; l’immagine dice già tutto, in ogni caso ecco gli ingredienti dei 2 piatti: zucchine alla piastra condite con un po’ di sale, aglio, prezzemolo e olio extra vergine d’oliva; insalata di pomodorini, lattuga, formaggio feta, mozzarella di bufala, aneto, montasio, un goccino di aceto balsamico, qualche goccia di limone e olio extra vergine d’oliva.

Buon appetito!

WP_20160701_21_07_40_Pro[1]

Appoggio questa iniziativa Natalizia   Leave a comment

Un cesto regalo di cibi biologici certificati che consiglio per le festività Natalizie, avendone anche personalmente verificato la genuinità e l’appetibilità, per sostenere tipi di produzione agricola ecocompatibili, “naturali” e consapevoli.

Per eventuali altre informazioni e/o prenotazioni chiamate direttamente il 3480422001 o scrivete a oltreconfin@gmail.com

Felici festivitàoltreConfin_Natale'15-1

“Guarda le tue iridi e sai cosa mangiare” durante”Yoga per il cambiamento 2014″   Leave a comment

Yoga per il cambiamento

A Padova l’11 maggio 2014 presso Ynsula presenterò attraverso delle diapositive illustrative, le connessioni che ci possono essere tra le nostre iridi ed un  sano, corretto e appropriato stile di vita alimentare:  le nostre stesse iridi con i loro segni, le loro architetture ed i loro colori ci danno precise e verificate indicazioni al riguardo.

Il titolo è “Guarda le tue iridi e sai cosa mangiare” ed è all’interno di un ricco programma di interventi e presentazioni di altri professionisti ed esperti nelle materie concernenti lo yoga ed appropriati stili di vita dal titolo “Yoga per il cambiamento edizione 2014” con il patrocinio del Comune di Padova: organizza, interviene  e coordina l’evento la dott.ssa Tiziana Fantuz, psicologa ed autorevole insegnante di Yoga.

Per prenotazioni: Ynsula. via Saccardo 4 – Padova. Tel: 049831005  oppure 3382169309. email: info@ynsula.it

Di seguito il link con il programma: Locandina e programma di Yoga per il cambiamento 2014

Un libero incontro con un Diet Coach su additivi alimentari   Leave a comment

Un’interessante testimonianza del Diet Coach Giulio Maria Coniglio su alimentazione, additivi alimentari e varie altre problematiche ambientalistiche inerenti:

Agricoltura e consumo più consapevole: verso un’alimentazione maggiormente vegetariana!   Leave a comment

Alimentazione maggiormente vegetariana

Alimentazione maggiormente vegetariana

Immagine emblematicamente riassuntiva della situazione alimentare oggi in questa società dell’irrazionale opulenza!

Effettivamente con un tipo di alimentazione maggiormente basata su prodotti vegetali, si potrebbe sia sfamare un maggior numero di persone nel mondo, sia avere dei migliori risultati salutari e salutistici per più individui: doppio risparmio e migliorie di vita sia in quantità che in qualità!

Pensiamoci e cambiamo sia i nostri stili di vita, sia le nostre abitudini alimentari di consumatori incrementando un’agricoltura più razionale, ecologica e sostenibile: per produrre solamente un kilo di carne ci vogliono quintali di alimenti vegetali (mais compreso purtroppo), mentre con il terreno coltivato sia a cereali che a legumi per la produzione dello stesso quantitativo di sostanze alimentari potremmo vivere e sfamarci in più e meglio perchè  cereali e legumi assieme forniscono gli stessi aminoacidi essenziali e quindi le stesse proteine della carne.

Non solo calorie: i nuovi parametri per una dieta efficace   Leave a comment

Mi pare interessante questo articolo sull’alimentazione che qui ripropongo perchè contiene degli ottimi spunti per quel che riguarda un corretto approccio al metodo dietologico che non si basi sul puro calcolo delle calorie come d’altronde già da me descritto nel mio manuale Nutrirsi?…Con piacere!

Non solo calorie: i nuovi parametri per una dieta efficace.

Psiche emotività cibo   Leave a comment

Psiche e Amore per i rigatoni al sugoQuesta è una pagina introduttiva ad un settore di studio che non è propriamente naturopatico, ma che serve a inquadrare meglio secondo me alcune idee che saranno poi di utile supporto per una visione più completa dell’essere umano nei suoi rapporti non esclusivamente materiali con il cibo e con la digestione.

Pur avendo una visione naturopatica dell’alimentazione come elemento importante inserito in un contesto  primario di educazione ed avvio alla conoscenza ed alla pratica di un sano e corretto stile di vita assieme ad altri agenti come respirazione, movimento, drenaggio e vari altri approcci delle discipline naturopatiche, cionondimeno mi pare opportuno allargare un po’ lo sguardo ad altre discipline e in questo caso a quelli che sono i rapporti tra le attribuzioni che l’essere umano dà, sia a livello emotivo, sia a livello psichico e simbolico, al cibo ed ai singoli cibi in particolare.

C’è un modo di pensare, di agire e di affrontare gli argomenti e le situazioni che la vita ci propone che generalmente si indica come un “ragionare di pancia”, prendere una situazione di pancia, che  non è un vero e proprio ragionare di testa (ovvero particolarmente con i lobi frontali del nostro encefalo che presiedono all’ideazione, pianificazione e organizzazione dei comportamenti dove tutte le sensazioni inviateci vengono elaborate e “razionalizzate”), come non è nemmeno e non vuol dire prendersela di petto o di cuore, bensì, aldilà di queste definizioni per negazione che già danno un quadro dell’idea, questo ragionare di pancia assume il significato mutuato ed ereditato anche da antiche ancestrali conoscenze empiriche e mediche di “scegliere visceralmente e sostanzialmente” alcune azioni e comportamenti, ovvero prendere decisioni spontanee e inconsapevoli sentendo e provando sensazioni istintive, profonde e arcaiche, non razionali, ma finalizzate probabilmente all’immediato sostentamento e mantenimento dell’individuo.

Questa tesi è anche avvalorata da quanto affermato dalla Medicina Tradizionale Cinese, in cui l’organo/funzione Intestino Tenue, che fa parte della Loggia del Cuore (Fuoco) di cui rappresenta la parte yang, è addetto concettualmente alla scelta ed alla suddivisione delle sostanze introdotte col cibo che verranno assimilate e di ciò che verrà eliminato: da una parte il cibo, la materia, che una volta subiti i processi di lavorazione e “digestione” ( di scelta in tutti i sensi!), passerà al sangue che verrà trasportato col motore/pompa cardiaca a tutti i tessuti ed a tutto l’organismo per apportare nutrimento; e dall’altra quelle sostanze cibarie scartate dai processi procederanno verso il basso, verso l’intestino crasso per essere ulteriormente lavorate (assorbimento dell’acqua e assorbimento delle vitamine con la collaborazione dei batteri saprofiti) e poi degradate ed espulse come rifiuti che comunque rientreranno nel ciclo naturale della terra.

L’intestino viene opportunamente indicato  e considerato come seconda intelligenza, secondo cervello, e in questi ultimi anni recenti studi di neurogastroenterologia hanno dimostrato che il cervello enterico è una vera e propria entità, un sistema che ha una propria autonomia funzionale dal cervello encafalico per il fatto che anche nell’intestino si trovano innumerevoli terminazioni nervose e connessioni neuronali  che poi attraverso il sistema del nervo vago e del sistema neurovegetativo sono costantemente in contatto con il sistema nervoso centrale. Vi è una grande analogia tra intestino ed encefalo e tra le loro precipue funzioni: come l’intestino si alimenta di cibi che scioglie, spezza e scompone, trasformandoli in molecole più facilmente assimilabili per il consumo dell’organismo, cosi l’encefalo si  alimenta di dati che vengono raccolti, condensati ed elaborati per l’utilizzo dell’individuo in questione; anche l’intestino quindi è un secondo cervello funzionale alla Vita ed interconnesso e interdipendente con il sistema nervoso centrale, in grado anche di metabolizzare e registrare le ansie, le emozioni, e di metterle assieme a quelle già memorizzate nell’inconscio fornendo quindi risposte più o meno adatte dell’intero complesso biocibernetico dell’organismo vivente a seconda del suo stato complessivo del momento.

Questo cervello recepisce e sa riconoscere non soltanto i vari cibi adatti introdotti nella bocca, ma anche le sostanze dannose e tossiche, in questo caso, provocando pronte reazioni per eliminarle: il vomito, nel caso si riconoscano velocemente; accelerando la peristalsi e quindi altri fenomeni come per esempio la diarrea se il riconoscimento di queste sostanze avviene più tardi.

Concludendo, è chiaro che ogni circostanza emotiva, o assunzione di cibo non gradito (alla parte enterica ovviamente), o anche di medicinali (!), insomma di elementi non appropriati e vissuti negativamente (sempre dalla parte enterica ripeto), generano nel “cervello intestinale” delle risposte valide per ogni condizione provata nella vita quotidiana; tale struttura non è solo legata alle reazioni al cibo ingerito, ma può “pensare”, scegliere e prendere decisioni, sperimentando sensazioni autonome, con successive manifestazioni evidenti di risposte di disadattamento come le coliti, le ulcere, pesantezze e bruciori di stomaco vari etc., che sono disturbi e malattie causate da stress quotidianamente vissuti, incluse in primo luogo forti emozioni negative.

E’ qui, nell’addome e nei suoi organi che sin da bambini si manifestano le prime psico-somatizzazioni; è qui che si somatizzano i primi conflitti interiori tra il razionale e l’irrazionale-inconscio, conflitti che generano disturbi per reazioni della ricchissima parte immunologica presente sempre all’interno dell’intestino dove viene modificato il pH , il “terreno” con le sue risposte immunitarie e dove i batteri nostri amici son costretti per sopravvivere a spostarsi dalle aree loro assegnate dalla natura  e colonizzano altre aree non di loro competenza creando a loro volta mutamenti a catena sinchè non verranno risolti i conflitti di base della propria vita e verrà ripristinato il sano e reattivo “terreno” originario.

Per ultimo, ma non meno per importanza, c’è da notare che in natura dal punto di vista embriogenetico i primi tessuti che si formano e si sviluppano sono quelli dei foglietti germinativi ectoblastico, per il sistema nervoso, ed entoblastico per l’apparato digerente per cui lo stomaco, l’intestino e il sistema digerente nel suo complesso che sono alla base della vita, del suo sostentamento nutrizionale  e dello scambio principale che si ha con l’ambiente.

Ecco qui lo scopo del titolo principale delle pagine che riguardano i rapporti tra cibo, psiche ed emotività che saranno qui comprese e che verranno di seguito interrelate, anche se per l’indagine naturopatica vera e propria costituiscono una parte concernente aspetti non di competenza propria e marginalmente collegati.

Sui rapporti emotivi e simbolici con il cibo   1 comment

bicchiere di latte

A corollario del mio precedente articolo sulla psicologia del cibo (https://vitosideb.wordpress.com/2012/01/16/alimentazione-e-vita-emotiva-iniziamo-dai-neonati/) :

durante la crescita  sin da bambino l’individuo assegna al cibo significati e valori differenti condizionati e influenzati anche dall’ambiente in cui vive, atteggiamenti e comportamenti verso i cibi e l’alimentazione che poi si ripercuotono e si stabilizzano nell’età adulta influendo sulle scelte alimentari e sul modo di vivere dell’individuo in questione, dando luogo spesso a compensazioni non sempre salutari.

Fattori influenzanti, oltre a quelli ambientali, come condizionamenti dovuti a pratiche religiose, a tradizioni proprie di quei luoghi in cui si vive, alla disponibilità dei cibi geograficamente intesa, alla pubblicità e alle mode stesse e all’ambiente ed educazione scolastica e familiare impartita, sono anche quei valori che individualmente attribuiamo ai cibi attraverso i nostri propri gusti personali, il proprio vissuto e le proprie esperienze.

Ciascun individuo ha come propria consapevolezza che il cibo possiede la qualità intrinseca di placare la fame o, meglio, l’appetito, ma il più delle volte egli non sa che tale specifico cibo nella vita ha la capacità di rivelare anche i suoi più intimi bisogni psicologici e le risposte agli stress della  propria vita: in alcune situazioni di tensione, di ansietà,  emergono desideri e golosità varie come tentativo di riempire quella sensazione di vuoto che l’ansietà stessa ci causa e ci produce.

Molte volte rispondiamo a un’emozione o a una situazione di vita mangiando quel determinato cibo che “pensiamo” o sentiamo adatto a quel momento, oppure al contrario manifestiamo un’avversione verso un cibo che invece usualmente consumiamo con piacere.

Nell’essere umano, a differenza di tutte le altre specie di animali che hanno già certezze predeterminate geneticamente  verso la scelta dei cibi, non vivendo alcun dubbio di sorta se carnivori o erbivori, si concretizza dunque una speciale neofobia e neofilia nell’alimentazione, cioè  rifiuto o amore verso determinati cibi,  che a volte  rende difficile e complicato il compito di gestire le scelte per la nostra alimentazione specie se inserito in un più ampio quadro di riferimento: il cosiddetto “dilemma dell’onnivoro” descritto da Rozin e Pollan.

Aldilà delle scelte più o meno razionalistiche che poi ogni individuo compie rispetto alla propria alimentazione, alcuni studiosi hanno cercato di fare una classificazione emotiva tra i vari cibi e li hanno distinti in categorie che grossolanamente cito e che comunque riguardano più che altro il mondo Occidentale:

  • Cibi che provocano effetti di sicurezza e rassicurazione emotiva: soprattutto il latte, i suoi derivati e pane e cereali;
  • Cibi che danno sensazioni di potere, di forza, di vigore, energizzanti e con ancestrali virtù magico-feticistiche: soprattutto carne cruda o cotta al sangue come bistecche e cacciagione;
  • Cibi collegati a sensazioni di ricompensa e/o di svago: cioccolata, caramelle e dolciumi in genere, ma anche stuzzichini e patatine;
  • Cibi associati a rituali e convivialità: caffè, the, ma anche il bere assieme vino e liquori;
  • Cibi dotati di qualità di status symbol, esibizionistici: caviale, tartufi, ostriche e preparazioni esotiche e ricercate;
  • Cibi a cui specie da bambini si iniziano a dare significati di disgusto e/o di non piacevolezza e comodità nell’assunzione: verdure, insalata, ma anche la pellicola del latte, le carote,  il pesce per la difficoltà e la paura degli “spini” o l’odore;
  • Cibi che vengono intesi come purificanti, non di uso comune: quelli di gusto amaro in generale e tisane varie.

 Per concludere questo approfondimento sulle proprietà che psicologicamente vengono attribuite al cibo e attraverso il cibo a situazioni tipiche di vita, o anche a qualità riscontrabili empiricamente nei vari cibi, elencherò ora alcune frasi di uso comune e popolare che son simbolicamente attinenti al cibo ed al rapporto con esso, invitando i lettori di questo articolo ad aggiungerne altre di loro conoscenza e/o a commentare quelle qui menzionate:

Buono come il pane; non mi va giù; avere sale in zucca; è il sale della vita; poca carne e molti frutti mandan via malanni e lutti; riso e fagioli fan crescere i figlioli; dolce come il miele; mi resta sullo stomaco; è una peperina; una mela al giorno toglie il medico di torno( anche la mela di Biancaneve…!); ti mangerei di baci; latte e datteri fan cibo completo; un uovo appena nato vale un ducato; è  una notizia ghiotta; tutto fa brodo; il vino fa buon sangue; salvare capre e cavoli; c’entra come il cavolo a merenda; mangia aglio che non è uno sbaglio; le arance al mattino son oro in bocca, argento a mezzogiorno e piombo la sera; mangiare di mattino facilita il cammino; mangia come un re al mattino e come un mendicante la sera; gallina vecchia fa buon brodo; se non è zuppa è pan bagnato; omo de panza, omo de sostanza; tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino; l’appetito vien mangiando;…e per  finire…… defecatio matutina bona tamquam medicina; defecatio meridiana neque bona neque sana; defecatio vespertina ducit hominem ad ruinam; ma io dico: defecatio matutina bona est quam serotina soprattutto se agognata…!

Pubblicazione da scaricare gratuitamente: considerazioni naturopatiche su Dieta Mediterranea come esempio di alimentazione sana, piacevole e gustosa!   1 comment

Ecco a destra nell’imagine della copertina il link al manuale scaricabile “NUTRIRSI? …Con piacere!”: clicca sopra

Licenza Creative Commons
Nutrirsi?…Con piacere! by Vito Simi de Burgis is licensed under a Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 2.5 Italia License.
Permissions beyond the scope of this license may be available at http://salusvitae.blogspot.com/.