Archivio per la categoria ‘polifenoli

Suggerimenti dietetici estivi   Leave a comment

Descrizione e preparazione del piatto evidenziato nella foto:

  1. insalata di pomodori bio conditi con poco sale, olio extra vergine d’oliva spremuto a freddo e aneto;
  2. aringhe affumicate (lasciate prima a “marinare” nel latte per togliere la salatura in eccesso) condite con cipollotti freschi (marinati in aceto balsamico) e aneto fresco;
  3. patate bio cotte al vapore e poi passate al burro e olio extra vergine d’oliva e condite con aglio, tamari e prezzemolo.

Questo è un piatto completo in cui si amalgano bene carboidtati, lipidi e proteine con sali minerali (magnesio, calcio, potassio, fosforo, iodio e ferro), polifenoli, omega 3 (nell’aringa) e omega 6 (nell’olio extra vergine d’oliva) e vitamine A, complesso B, C, D (nell’aringa) e E. L’aggiunta di aneto e di prezzemolo freschi comportano anche un’ottima digeribilità del piatto ove le importanti essenze aromatiche benefiche di aglio e cipolla freschi non fossero eventualmente tollerate

 

Cibo estivo

Suggerimento per cena estiva   Leave a comment

Foto esemplificativa di una gustosa, rinfrescante, mediterranea, vegetariana e genuina cena estiva; l’immagine dice già tutto, in ogni caso ecco gli ingredienti dei 2 piatti: zucchine alla piastra condite con un po’ di sale, aglio, prezzemolo e olio extra vergine d’oliva; insalata di pomodorini, lattuga, formaggio feta, mozzarella di bufala, aneto, montasio, un goccino di aceto balsamico, qualche goccia di limone e olio extra vergine d’oliva.

Buon appetito!

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Un libero incontro con un Diet Coach su additivi alimentari   Leave a comment

Un’interessante testimonianza del Diet Coach Giulio Maria Coniglio su alimentazione, additivi alimentari e varie altre problematiche ambientalistiche inerenti:

Consigli per prevenire l’Alzheimer e cali di memoria con una dieta appropriata.   Leave a comment

Urlo di Alzheimer

Urlo di Alzheimer


In occasione del secondo Summit sulle malattie non trasmissibili al paragrafo 18 della Dichiarazione politica adottata dalla 66^ Assemblea Generale dell’ONU, (New York il 19 e 20 settembre 2012), è stato enunciato quanto segue: “Viene riconosciuto che le malattie mentali e neurologiche, tra cui l’Alzheimer, sono un’importante causa di patologie e contribuiscono al pesante fardello mondiale delle malattie non trasmissibili, che richiedono un equo accesso a programmi efficaci e a interventi di assistenza sanitaria”.
Viene così individuato a livello mondiale il grande peso delle malattie neurologiche e si stabilisce di conseguenza l’importanza della prevenzione e degli interventi sanitari mirati come efficaci strumenti per il loro trattamento. Un importante risultato, in quanto la malattia di Alzheimer e le altre demenze al pari degli altri 4 grandi settori patologici già riconosciuti (diabete, cancro, malattie respiratorie e cardiovascolari) sono state poste all’attenzione della ricerca e della programmazione politico/sanitaria a livello mondiale.
Le demenze, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, esploderanno in questo secolo a causa dell’allungarsi della vita media dell’uomo. Attualmente il rischio è di 1 a 8 per gli over 65 e di 1 a 2,5 per gli over 85. ”I nostri attuali sistemi sanitari – denuncia Marc Wortmann, direttore esecutivo di Alzheimer’s Disease International – non possono far fronte a tutto ciò. Questo imminente disastro economico e del debito pubblico rappresenta una sfida sociale e sanitaria di prim’ordine”
Sempre secondo statistiche ONU in Italia ci sono più di un milione di persone sofferenti di demenza ed in particolare del morbo di Alzheimer una vera e propria emergenza sociale che oltre a danneggiare i diretti interessati, mette in ambascie e notevoli difficoltà anche le loro famiglie.
L’Alzheimer è la causa più comune della demenza precoce e progressiva che può iniziare dopo i 50 anni e verso i 70 provoca degenerazione cerebrale progressiva.
I sintomi sono all’inizio sfumati e lievi iniziando con una perdita della memoria a breve termine, ma col tempo si perdono i riferimenti usuali sia temporali che spaziali con gesti ed espressioni ripetitivi fino all’ossessione: aumentano la confusione mentale, la capacità di essere presenti alle situazioni contingenti ed anche l’irascibilità a volte; la capacità ed il coordinamento motorio diminuiscono e non si riescono nemmeno a svolgere gli usuali compiti quotidiani.
Qui non entreremo nel dettaglio di questa brutta malattia neurologica “moderna”, ne sulla sua cura, anche perché al momento non sembra esistere alcuna effettiva cura capace di guarirla, ci limitiamo ad esaminarne alcune possibili cause ed a consigliare qualche metodo preventivo che sembra abbia avuto effetto nel limitarne la diffusione.
Fattori di rischio della malattia sono l’infiammazione cronica e la sindrome metabolica favorite da dieta ricca di grassi e alimenti raffinati, povera di antiossidanti e micronutrienti: le alte fluttuazioni glicemiche tengono occupato e impegnato l’enzima che fisiologicamente controlla il cosiddetto peptide beta amiloide (una proteina di membrana) che quindi si addensa formando placche tra i neuroni (le cellule nervose) e questo provoca col tempo l’atrofizzazione e quindi il malfunzionamento di queste cellule.
Una prevenzione naturale, non chimico/farmacologica si può consigliare in generale a tutti ed in particolare a soggetti i quali già possono riscontare in se stessi qualche lieve declino cognitivo e/o di memoria, per esempio avendo difficoltà a memorizzare con difficoltà fatti recenti.
Per esempio per il cervello va bene un tipo di cucina fusion mescolando cucina mediterranea, quella frugale autentica basata su alimenti freschi, stagionali e di qualità con pochi o nulli grassi di origine animale, con la tradizione macrobiotico/vegetariana: cereali integrali in chicco, legumi, pesce, semi di lino (omega 3), olio extra vergine d’oliva, verdura e frutta di stagione (magari di origine bio).
Il riso integrale a chicco lungo è un ottimo antinfiammatorio.
Secondo alcuni studi (Morris M. C., Evans D.A. e altri: “Associations of vegetable and fruit consumption with age related cognitive change” Neurology, http://www.neurology.org/content/67/8/1370.abstract ; James A. Joseph, Barbara Shukitt-Hale e Lauren M. Willis “Grape juice, berries, and walnuts affect brain aging and behaviour” su http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19640963 oppure su The journal of nutrition 29 Luglio 2009) bastano 3 piatti di vegetali al giorno per ridurre del 40% il rischio di Alzheimer nei successivi 6 anni: ottimo nutrimento sono le insalate e le verdure crude, spinaci, mandorle e semi di girasole grazie alla vitamina E; anche l’acido folico, vitamina del gruppo B che viene attivata dalla vitamina C (in spinaci e lievito) che è importante per il turn over cellulare; grande aiuto dal cromo presente nei cereali integrali e dal magnesio (banane e verdure a foglia).
Curcuma e pepe nero per effetto antinfiammatorio, ma anche frutti di bosco, limone (intero anche con la sua buccia), ciliegie, ribes nero, tè verde, rosa canina che son tutti ricchi di flavonoidi e antociani ottimi antinfiammatori e antiossidanti; poi uva (specie l’uva fragola o isabella che non è l’Europea vitis vinifera, bensì la vitis lambrusca di origine Americana), agrumi, e cacao; importanti anche i cibi ricchi di lecitina, sostanza che contiene colina: semi di soia, tuorlo d’uovo, semi oleosi.
La colina è un componente essenziale dell’acetilcolina, neurotrasmettitore che nei malati di Alzheimer diminuisce sempre più impedendo la trasmissione dei segnali nervosi ai muscoli per equilibrarne e modularne l’effetto adrenergico; la colina riduce la pressione sanguigna e rallenta battiti cardiaci e la sua carenza provoca miastenia: il suo fabbisogno giornaliero è di 1 grammo.
Un buon integratore alimentare a base di Ginko biloba sembra possedere effetti postivi sulla memoria e sull’apprendimento perchè migliora la circolazione del sangue nel cervello ed è particolarmente ricco di antiossidanti che inattivano i radicali liberi (quindi proprietà antiinvecchiamento); in più previene l’aterosclerosi ed il danno ischemico possedendo proprietà antinfiammatorie e neuroprotettive.
Da evitare il sale perché l’ipertensione aggrava rischio Alzheimer.
Alcune ricerche cliniche sembrano dimostrare la correlazione positiva tra l’assunzione di alluminio e lo sviluppo di gravi malattie neurodegenerative, quali appunto l’Alzheimer, il Parkinson, la SLA, la sclerosi multipla e la demenza; anche se nell’ambito della comunità scientifica esistono numerose controversie in merito al fatto che nel cervello dei malati di Alzheimer furono rintracciate quantità di alluminio da alcuni ricercatori, a titolo precauzionale sarebbero da evitare le principali cause di assunzione di alluminio che sono l’uso indiscriminato di farmaci antiacidi (come il maalox) e antidiarroici a base di idrossido di alluminio, pentole di alluminio nudo (in particolare se vi si lasciano cibi acidi come il pomodoro dopo la cottura o cibi salati), caffettiere in alluminio, cibi e bevande contenuti in barattoli, lattine, fogli e buste che possono essere lentamente corrosi, favorendo la dissoluzione di alluminio negli alimenti a loro contatto.
Anche il sottoporsi a vaccini (nei quali è spesso presente l’alluminio come eccipiente e conservante) sarebbe da evitare.
In senso positivo e preventivo anche una buona circolazione sanguigna aiuta attraverso l’esercizio fisico costante ad apportare miglioramenti e benefici al cervello sia a livello cognitivo che strutturale non compromettendo le capacità motorie.
Importante poi mostrarsi sempre positivi e ottimisti verso la vita con una buona dose di entusiasmo, lasciando libero sfogo alla creatività e mantenere sempre attivo il cervello con interessi culturali diversi; anche la musicoterapica rasserena e attiva le emozioni: quindi, concludendo, adottare stili di vita adeguati e consoni a se stessi con coscienza e lungimiranza.

Agricoltura e consumo più consapevole: verso un’alimentazione maggiormente vegetariana!   Leave a comment

Alimentazione maggiormente vegetariana

Alimentazione maggiormente vegetariana

Immagine emblematicamente riassuntiva della situazione alimentare oggi in questa società dell’irrazionale opulenza!

Effettivamente con un tipo di alimentazione maggiormente basata su prodotti vegetali, si potrebbe sia sfamare un maggior numero di persone nel mondo, sia avere dei migliori risultati salutari e salutistici per più individui: doppio risparmio e migliorie di vita sia in quantità che in qualità!

Pensiamoci e cambiamo sia i nostri stili di vita, sia le nostre abitudini alimentari di consumatori incrementando un’agricoltura più razionale, ecologica e sostenibile: per produrre solamente un kilo di carne ci vogliono quintali di alimenti vegetali (mais compreso purtroppo), mentre con il terreno coltivato sia a cereali che a legumi per la produzione dello stesso quantitativo di sostanze alimentari potremmo vivere e sfamarci in più e meglio perchè  cereali e legumi assieme forniscono gli stessi aminoacidi essenziali e quindi le stesse proteine della carne.

Consigli dietetici preliminari per sportivi   Leave a comment

energia dalla pasta

Visto il collegamento e la correlazione positiva tra il movimento e l’attività sportiva, e la salute ed il suo mantenimento, mi viene spontaneo dare qualche semplice indirizzo dietetico per chi svolge un’attività fisica e sportiva costante magari finalizzata a qualche gara: una quota percentuale maggiore di carboidrati complessi (pasta, pane, cereali, riso, meglio se integrali e provenienti da agricoltura biologica certificata) rispetto agli altri nutrienti,  è indicata generalmente  qualche giorno prima di una gara (4/5 giorni) o di una competizione in cui si vuol ottenere una buona performance agonistica da se stessi; mentre è consigliabile una maggior quota percentuale di cibi proteici (uova soprattutto, ma anche carni magre, pesci e legumi) per sostenere gli allenamenti quotidiani di preparazione alle gare, tenendo comunque presente che le proteine hanno bisogno di tempi più lunghi per esser digerite e assimilate, specie se accompagnate da un’eccessiva dose di lipidi e grassi saturi.

Lo zucchero puro, specialmente quello raffinato, è sconsigliato in ogni caso, mentre è importante integrare l’alimentazione sempre e in ogni caso con frutta e verdura ricchi di vitamine e di sali minerali dato il maggior consumo che un corpo in attività richiede per mantenere alte le proprie prestazioni.

E’ molto importante anche, specie per chi fa attività agonistica costantemente, l’utilizzo continuo e consistente di antiossidanti come per esempio le vitamine C ed E,  i carotenoidi e un ottimo the verde ricco di catechine e polifenoli.

Ad integrazione sono anche da consigliare mandorle, noci e semi oleosi in genere, anch’essi ricchi di principi energetici ed antiossidanti naturali.

Per il resto si può dire che l’organismo conosce si prende già da se quello di cui ha bisogno e necessità, adattandosi a differenti livelli e dispendi di energia, per cui un utilizzo di troppi integratori energetici ed alimentari secondo un punto di vista strettamente naturale e salutistico non è proprio il massimo, visto che tutto quello che può servire è nei cibi, l’importante è che siano sempre freschi e di ottima qualità.

Per le quote caloriche precise e per le grammature si consiglia comunque di rivolgersi a dietologi specializzati in problematiche inerenti diete per gli sportivi che variano molto in funzione degli sport praticati, del sesso, dell’età e del periodo in cui si svolgono, mentre un nostro consiglio più naturopatico è quello di abituarsi a porre attenzione all’ascolto del proprio corpo, delle proprie sensazioni e dei segnali psicofisici e mentali che l’organismo ci manda nei vari e differenti momenti  della giornata: anche questo è un ottimo training!

Brindisi con un bicchiere di vino rosso …al resveratrolo   Leave a comment


Perchè vino rosso e non bianco vi chiederete, visto il post iniziale della mia pagina di facebook “I consigli del Naturopata” http://www.facebook.com/#!/pages/I-consigli-del-Naturopata/168759186497186?v=wall ?
Primo perchè siamo nella stagione invernale, e la stagionalità è già un indizio naturale di cui tenerne conto; e poi perchè il detto “il vino fa buon sangue” si riferisce soprattutto al vino rosso che sembra esser ricco di fenoli e fitoalessine ed in particolare dell’ormai ricercatissimo resveratrolo, un antiossidante presente nelle bucce dell’uva nera (frutto della vite ovvero Vitis vinifera), ma qui si apre già un’ampia discussione….Sembra sia evidente una correlazione positiva tra la minor incidenza delle malattie cardiovascolari nelle popolazioni che consumano spesso vino rosso (vedi il cosiddetto “paradosso Francese”), magari e soprattutto vino rosso prodotto con uve dei vigneti i cui terreni sono in altitudine, dove c’è più ossigeno, e che non non siano stati trattati con sostanze azotate.
Il resveratrolo poi è contenuto non in tutto l’acino dell’uva ma in maniera preponderante nella buccia dell’uva nera come già si è detto, per cui il vino bianco e l’uva bianca sembra non abbiano proprio queste molecole naturali che sono prodotte dalle piante (non solo dall’uva: si trova anche nei lamponi, nelle more, nelle prugne, negli arachidi, nei mirtilli neri e in grande quantità negli steli e radici di una pianta erbacea perenne giapponese chiamata knotweed ovvero Polygonum cuspidatum tipica di luoghi umidi e paludosi) per contrastare i danni provocati metereologicamnte dall’ambiente e dall’invadenza e dalle infezioni perpetrate da altri microorganismi, funghi e lieviti compresi.
Il resveratrolo sembra protegga la pianta dell’uva anche dalle radiazioni ultraviolette, per cui per associazione di idee dovrebbe essere ancor più presente nelle uve prodotte a latitudini più basse dove l’irraggiamento solare è più forte.
E’ ovvio quindi che si tratti di un molecola che opera come meccanismo di difesa, che appunto viene utilizzato da alcune piante per proteggersi e vivere più a lungo: il resveratrolo è quindi un riconosciuto antiossidante naturale di cui ancora non è chiara la biodisponibilità e che sembra andrebbe assunto probabilmente in grandi quantità, almeno 4 litri di vino rosso al dì, che in ogni caso, anche se positivi per la circolazione sanguigna, sarebbero parecchio dannosi per il fegato.
Gli scienziati hanno riscontrato e documentato che il resveratrolo possiede potenti attività anti-aging, anti-invecchiamento, ritardanti l’invecchiamento e l’espressione di tali tratti negli animali vertebrati inferiori, oltrechè possedere attività antinfiammatoria e ipoglicemizzante. E’ un attivatore delle sirtuine che sono anche chiamate i “geni della longevità” per cui in teoria dovrebbe ritardare i processi dell’invecchiamento cellulare, soprattutto dell’invecchiamento delle cellule della pelle che sembrano avere dei recettori più adatti ad essere stimolati.
Vi sono ormai parecchie industrie che producono e distribuiscono come supplemento nutrizionale resveratrolo puro in grandi quantità per capsula nelle sue 2 forme cis e trans, ma si sa che generalmente il principio attivo quando è isolato dagli altri elementi del fitocomposto non sembra avere le stesse attitudini e proprietà che ha quando è fornito direttamente dalla Natura, ed in ogni caso non ne sono previsti e documentati effetti collaterali a lungo termine.
Cito qui un’altra possìbile proprietà del resveratrolo dimostrata da alcuni ricercatori Francesi, ovvero quello di avere proprietà anti-obesità: si veda questo link: http://www.iss.it/binary/natu/cont/resveratrolo.pdf
Beviamoci in pace e in allegria il nostro buon bicchiere di vino rosso magari il più possibile naturale, biologico e senza solfiti, e “naturalmente” in lieta compagnia …alla salute!