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Sale? Cum grano salis!

Dopo l’ottimo video sullo zucchero, vi invito a guardare questo video esplicativo ed alquanto esauriente sul sale (sale da cucina, cloruro di sodio= NaCl) il cui valore alimentare è importante per insaporire i nostri cibi e renderli più gradevoli al palato, ma che, preso a dosi giornaliere che superano i 5 grammi (1 cucchiaino scarso dose giornaliera consigliata) inizia a diventare destabilizzante per la nostra salute, tanto più che è presente anche nascosto in numerosissimi alimenti e soprattutto negli insaccati, nelle carni, nei formaggi, in tante verdure e persino in acque minerali, succhi di frutta e dolci sia pure in minime dosi.  Il sale è contenuto in tantissimi alimenti di origine industriale anche perché una volta veniva utilizzato, in mancanza del frigo, per conservare gli alimenti. E’ importante controbilanciare il consumo di sale NaCl (cloruro di Sodio con il potassio (K) contenuto in tanti alimenti e in particolare  nella frutta (banane, albicocche etc.) e verdura (cavoli, pomodori, carciofi etc.), nei legumi (fagioli, soia e lenticchie), nel te e nel latte. Il rapporto tra sodio Na e potassio K dovrebbe essere 1 a 5 . Son da evitare quasi completamente i dadi ricchissimi di sodio e i salumi e formaggi in genere anche ricchi di sale assieme a tantissimi altri cibi conservati.

L’eccessiva assimilazione di sodio non controbilanciato dal potassio dà origine a ritenzione idrica e come conseguenza il ricambio idrico e salino , assieme al ricambio azotato, son quelle cause che provocano un maggior rallentamento del circolo sanguigno e ingorghi venosi: in caso di cardiopatie e di ipertensione bisogna assolutamente ridurre il consumo di sale perché un regime iposodico nell’alimentazione (in questi casi massimo g. 2,5 al dì di NaCl) aiuta a far ritornare in circolo l’acqua dai tessuti e dalle cellule, acqua che poi verrà eliminata per via renale riducendo eventuali edemi.

Si può dire che le malattie sopra elencate assieme all’arteriosclerosi sono malattie del benessere, mentre è risaputo da studi compiuti su tribù che vivono ancora in condizioni primitive, che dato un minimo consumo di sale l’ipertensione è quasi assente.

 E’ difficile rendersi conto esattamente di quanto sale ingurgitiamo al giorno, perché, ripeto, quasi tutti i cibi ne contengono, soprattutto quelli lavorati industrialmente.

Un consiglio per le mamme: a 6 mesi la mamma inizia a dare la prima pappetta al bebè: è sciapa, ma solo secondo il gusto della mamma:  aggiungendo anche solo un pizzico di sale il bambino va a rischio di abituarsi e quindi di volere cibi sempre più salati e  alla fine da adulto poterebbe essere più soggetto all’ipertensione. Aggiungo pure che il sale marino non raffinato, non lavato e non sbiancato e lavorato,  è senz’altro più salutare perchè contiene tanti oligoelementi utili al nostro organismo come zinco, calcio etc. etc.. E ora buona visione

pubblicato 9 gennaio 2012 da Vito Simi de Burgis

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